In questi primi mesi del 2017 è ancora più chiaro che, come sta accadendo per le automobili su marchi come Tesla, Google e Uber, il futuro è nella guida autonoma dei mezzi circolanti su strada, in grado di facilitare sensibilmente la funzione dell’essere umano, che non verrà comunque, per ora, sostituito completamente per una maggior sicurezza di guida.
La startup statunitense Embark è in corso di sperimentazione sulla guida autonoma dei camion, sta sviluppando una tecnologia self-driving basata su reti neurali e deep learning, per gestire la movimentazione dei mezzi pesanti.
In questo momento storico, la guida autonoma sta iniziando ad incuriosire gli esperti e sembra che entrerà a far parte della nostra vita nei prossimi anni.
L’era delle self-driving car è alle porte e l’avvento di questa tecnologia dovrà contribuire a rendere la mobilità più sicura e intelligente, soprattutto in ambito urbano.
Embark ha svelato di essere al lavoro per rendere autonomi i camion per il trasporto merci.
Tuttavia, questa tecnologia non sostituirà in tutto e per tutto chi si trova al volante ma fornirà un supporto alla guida.
La startup ha già ottenuto le autorizzazioni necessarie per condurre una prima fase di test sulle autostrade del Nevada.
I commenti raccolti serviranno a perfezionare il sistema di guida autonoma, incrementandone l’affidabilità e la precisione. Già oggi, stando a quanto dichiarano i responsabili del progetto, l’autocarro a guida autonoma è in grado di mantenere la corsia e occuparsi in maniera indipendente del sorpasso di altri mezzi o di vetture che procedono a velocità ridotte.
Alex Rodrigues, CEO e co-fondatore della Embark, ha al suo fianco alcuni ex dipendenti di SpaceX e altro personale che in passato hanno lavorato su progetti di self-driving del gruppo Audi. Maven Ventures, già sostenitrice economica di Cruise (azienda specializzata in guida autonoma), è tra i finanziatori del progetto di Embark.